Chioggia ne conta 696, la laguna è l'epicentro nazionale di una scadenza
che l'Europa ha già scritto: 6.089 titoli decadono tutti lo stesso giorno, il 30 settembre 2027.
Non è una previsione: è una data di legge. Con l'applicazione della direttiva Bolkestein,
le concessioni demaniali marittime non si rinnovano più in automatico. Alla scadenza si va a
gara pubblica, e il 30 settembre 2027 è il giorno in cui 6.089 titoli arrivano insieme al capolinea.
La geografia del rischio è netta. La costa veneta guida la classifica nazionale: sommando
Venezia, Chioggia e San Donà di Piave, la sola provincia lagunare mette in gioco quasi
milleottocento concessioni in scadenza entro diciotto mesi. Seguono la Versilia con Viareggio
e Forte dei Marmi, la riviera romagnola da Cattolica a Cesenatico, e la Sardegna del nord con Olbia.
Dietro ogni numero c'è un'attività: uno stabilimento balneare, un approdo, un cantiere.
In tutto il Paese le concessioni monitorate sono 29.242, distribuite su 410 comuni e 61 province,
per un valore di canoni annui che sfiora i 226 milioni di euro. Di questi titoli, 8.769 sono
stabilimenti balneari veri e propri.
La finestra è stretta. Entro dodici mesi scadono 4.502 concessioni, entro diciotto salgono
a 13.433: quasi un titolo su due dell'intero archivio. Per chi la concessione ce l'ha, o vuole
entrare al posto di chi esce, la partita si prepara adesso — non alla vigilia della gara.